Sarà Carpanzano il prossimo punto di approdo del percorso culturale dedicato al volume “Genesi della Calabria antica. Dalla prima Italia alla Brettia” del giornalista Luigi Michele Perri, un’opera che sta suscitando crescente interesse tra studiosi, appassionati di storia e lettori attenti alle radici identitarie del territorio. L’appuntamento è fissato per giovedì 24 aprile 2026, alle ore 17:30, presso la Sala consiliare del Comune di Carpanzano, come evidenziato dalla locandina dell’evento. L’iniziativa si inserisce in un più ampio ciclo di presentazioni che stanno accompagnando il volume in diversi centri calabresi.

Ad aprire i lavori sarà il saluto istituzionale del sindaco Valerio Vigliaturo, seguito dall’introduzione del consigliere comunale Lillo Sciarratta. La relazione sarà affidata al docente di lettere Eugenio Maria Gallo, mentre le conclusioni saranno curate dallo stesso autore, Luigi Michele Perri. Il coordinamento dell’incontro è affidato al giornalista Danilo Aloe, redattore di Radio Gamma.Lo scorso 18 aprile, il volume è stato già protagonista di un partecipato incontro a Castrovillari, presso il Protoconvento Francescano. Un momento di confronto che ha visto la presenza, accanto all’autore, di figure di rilievo del panorama culturale e professionale. Al tavolo dei relatori erano presenti, tra gli altri, l’avvocato Claudio Zicari e il giornalista Pasquale Pandolfi, mentre il saluto istituzionale è stato portato dall’assessore Pina Grillo. Significativi anche gli interventi dell’ex Provveditore agli Studi di Cosenza, Gino Troccoli, e dell’ex sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, che hanno contribuito ad arricchire il dibattito con riflessioni puntuali e stimolanti.

Un’opera tra divulgazione e ricerca
Il libro di Perri si propone come un’indagine ampia e articolata sulle origini della Calabria, ricostruendo il passaggio dalle prime comunità italiche alla formazione dei Brettii, considerati tra gli antenati delle popolazioni calabresi. Il lavoro si distingue per un approccio che unisce rigore documentale e capacità narrativa, rendendo accessibili temi complessi anche a un pubblico non specialistico. Particolare attenzione è rivolta alla rilettura critica delle fonti antiche e al tentativo di restituire una visione più equilibrata di popolazioni spesso marginalizzate dalla storiografia tradizionale. Ne emerge un quadro dinamico, in cui la Calabria antica appare come uno spazio attraversato da conflitti, ma anche da significative esperienze di organizzazione politica e culturale.