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Botulismo : la pronta diagnosi del prof. Andrea Bruni, e della sua equipe, salva vite.

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I ricoveri e i decessi legati a focolai alimentari evidenziano l’importanza di riconoscere subito i sintomi e seguire i protocolli di emergenza

COSENZA – Il tempestivo intervento del professor Andrea Bruni, (e della sua equipe medica) primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Cosenza e docente ordinario dell’Università degli Studi della Calabria, ha fatto la differenza. Proveniente dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, dove si è distinto insieme ai colleghi per gli interventi su pazienti in gravissime condizioni, specialmente durante il periodo Covid, il professor Bruni ha riconosciuto subito i primi segnali clinici compatibili con il botulismo e ha attivato senza esitazioni il protocollo specifico previsto per questa emergenza rara ma letale. La rapidità diagnostica e la somministrazione immediata dell’antitossina hanno permesso di contenere la gravità degli effetti, salvando vite umane.
Le testimonianze di gratitudine nei confronti del professor Bruni e della sua equipe, riportate anche sui social, raccontano di pazienti e famiglie che hanno potuto riabbracciare i propri cari grazie all’applicazione di tecniche avanzate come il sistema Ecmo, che ha rappresentato una speranza concreta in momenti di estrema gravità.
In questi giorni, la cronaca continua a dare ampio spazio a questa malattia insidiosa, dopo i ricoveri e i decessi che si sarebbero verificati in seguito a un sospetto focolaio alimentare. Un episodio che riporta sotto i riflettori un pericolo spesso sottovalutato, ma capace di colpire in modo fulmineo.
Il botulismo è una patologia neuroparalitica provocata dalle tossine prodotte da Clostridium botulinum, microrganismo presente in natura soprattutto sotto forma di spora. Queste spore, molto resistenti, possono sopravvivere per anni in suolo, sedimenti e alimenti, attivandosi quando trovano condizioni favorevoli: assenza di ossigeno, pH superiore a 4,6, alta umidità e presenza di proteine.
Il botulismo alimentare si manifesta quando la tossina è già presente negli alimenti prima del consumo. Può colpire a tutte le età, non si trasmette da persona a persona e ha un tempo di incubazione variabile, in genere tra 24 e 72 ore. I sintomi comprendono disturbi visivi, difficoltà nel parlare e deglutire, secchezza della bocca, stipsi e, nei casi più gravi, paralisi respiratoria. Senza un trattamento rapido, può avere esito fatale.
In Italia si registrano ogni anno diversi focolai, spesso legati a conserve domestiche preparate in modo non sicuro. Pur essendo rari, questi episodi possono comportare gravi conseguenze, con ricoveri prolungati e, talvolta, decessi.
Il trattamento richiede il ricovero immediato, preferibilmente in terapia intensiva, e la somministrazione di antitossina botulinica il prima possibile, oltre al supporto respiratorio nei casi critici.


La prevenzione resta l’arma più efficace:
utilizzare ricette sicure e validate per conserve casalinghe;
rispettare le giuste proporzioni di acidi e sale;
eseguire corretta pastorizzazione o sterilizzazione;
conservare sempre in frigorifero alimenti sottovuoto o a rischio, soprattutto in estate.
Seguire le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità nella preparazione domestica degli alimenti è fondamentale per ridurre al minimo il rischio. Una corretta informazione può salvare vite. ( La Redazione)