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Biennale “Luce del Sud”, la pedagogia della gratitudine sempre al centro

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La pedagogia della gratitudine guida il percorso verso l’appuntamento 2027. A celebrarne il significato, i versi dedicati alla Biennale dal prof. emerito Eugenio Maria Gallo, saggista, poeta, critico letterario e componente del Comitato Tecnico-Scientifico.

SAVUTO-REVENTINO – La pedagogia della gratitudine continua a essere il cuore della Biennale “Luce del Sud”, l’iniziativa di Riconoscenza Sociale e Culturale che prepara la prossima edizione. Un principio sul quale si è fondata fin dal primo appuntamento e che ne accompagna il cammino: riconoscere il contributo delle persone alla crescita delle comunità, custodire la memoria del bene ricevuto e trasmettere alle nuove generazioni esempi di competenza, dedizione e responsabilità. Il progetto coinvolge diverse realtà dell’informazione del Savuto e del Reventino, tra cui L’Eco della Valle, Radio Hit On Air,Il Reventino, Savuto Web, Radio Video Flash insieme a esponenti del mondo accademico, scientifico, scolastico, culturale, professionale e imprenditoriale. Una collaborazione che intende mettere in relazione territori ed esperienze, valorizzando il contributo delle persone alla crescita collettiva. L’iniziativa prosegue il percorso avviato con la prima edizione ospitata a Marzi, dalla quale è maturata la scelta della cadenza biennale: un tempo più ampio per raccogliere testimonianze, approfondire i percorsi personali e dare continuità al significato educativo della riconoscenza. A guidare questo lavoro è il Comitato Tecnico-Scientifico, organismo chiamato a proporre e vagliare le candidature. Ne fanno parte, accanto ai direttori delle testate giornalistiche, accademici, rappresentanti della scuola, giornalisti, personalità della cultura, professionisti e imprenditori. La pluralità delle esperienze costituisce una risorsa per valutare il contributo dei candidati nei diversi ambiti della vita sociale. Il Comitato si è dotato di un regolamento con l’obiettivo di assicurare serietà, trasparenza e obiettività al percorso di individuazione delle personalità destinatarie della Riconoscenza. La credibilità dell’iniziativa passa dalla qualità delle valutazioni e dalla chiarezza delle motivazioni con cui una storia personale e professionale viene proposta all’attenzione pubblica. La finalità indicata dai promotori è valorizzare donne e uomini che abbiano dato, e continuino a dare, lustro ai comprensori del Savuto e del Reventino, alla Calabria e al Paese. Percorsi differenti, accomunati dalla capacità di trasformare conoscenze, responsabilità e lavoro in un contributo utile agli altri. L’attenzione si rivolge anche a quelle presenze che operano con discrezione, offrendo risposte ai bisogni delle collettività: nella formazione dei giovani, nella ricerca universitaria, nelle attività produttive, nei servizi, nella cultura e nell’impegno civile. Persone il cui esempio aiuta a comprendere quanto la qualità di una comunità dipenda dalla continuità del servizio e dalla cura con cui ciascuno esercita il proprio ruolo. La pedagogia della gratitudine, già fondamento della precedente edizione, rimane dunque il filo conduttore dell’intera iniziativa. Educare alla riconoscenza significa imparare a vedere ciò che spesso viene considerato scontato: anni di studio, sacrifici personali, lavoro quotidiano e responsabilità che rendono possibili risultati dei quali beneficia un’intera comunità. La gratitudine ha, in questo senso, una precisa dimensione sociale. Riconoscere pubblicamente il valore di una persona significa rendere visibili i legami tra il suo impegno e la vita degli altri. Significa ricordare che la crescita dei territori si alimenta attraverso il sapere condiviso, le opportunità create, i servizi offerti e la capacità di mantenere un rapporto con le proprie radici. Anche i riconoscimenti alla memoria partecipano a questa funzione educativa. Custodire il ricordo di chi ha lasciato un segno nella vita religiosa, culturale, professionale o produttiva del territorio permette di consegnarne l’esperienza alle generazioni successive, rendendola parte della memoria collettiva. Per i giovani, incontrare queste storie può significare scoprire riferimenti concreti: persone dalle quali apprendere il valore della preparazione, la perseveranza, il rispetto degli altri e la capacità di affrontare le difficoltà. Attraverso la riconoscenza, la comunità rende espliciti i comportamenti che considera preziosi e i valori che desidera trasmettere. Il Comitato Tecnico-Scientifico si riunirà a breve per iniziare a esaminare le candidature già pervenute. Parallelamente prenderà forma l’organizzazione dell’evento conclusivo, previsto per il 2027 in un borgo del Savuto-Reventino. La località sarà individuata sulla base delle candidature a ospitare la manifestazione, coinvolgendo direttamente le comunità nel percorso della Biennale. La precedente edizione ha espresso riconoscenza verso personalità e realtà del mondo accademico, della magistratura, della cultura, del giornalismo, dell’imprenditoria, dell’arte e della vita religiosa. Di seguito l’elenco degli insigniti della Riconoscenza Sociale e Culturale “Luce del Sud”, sulla base dei nominativi forniti dai promotori:

  1. Gianluigi Greco – Rettore dell’Università della Calabria.
  2. Mauro Fiore – Direttore della fotografia, premio Oscar.
  3. Don Antonio Bartucci, alla memoria – Religioso e scrittore di Rogliano.
  4. Felice Gennasio, alla memoria – Imprenditore, Tubigomma-Alfagomma, Piano Lago.
  5. Filippo Paola, alla memoria – Imprenditore edile.
  6. Maria Antonietta Aiello – Rettrice dell’Università del Salento.
  7. Totonno Crispino, alla memoria – Imprenditore agroalimentare, fondatore di Calabria Food.
  8. Ciccio Cozza, alla memoria – Imprenditore del settore ottico, IOM di Rogliano.
  9. Rubbettino – Riconoscimento alla memoria legato alla casa editrice di Soveria Mannelli.
  10. Padre Eugenio Filice – Religioso ardorino, fondatore di un seminario in Canada, originario di Santo Stefano di Rogliano.
  11. Domenico Guarascio – Procuratore della Repubblica di Crotone, originario di Parenti.
  12. Giuseppe Soda – Docente dell’Università Bocconi, originario di Mangone
  13. Roberto Guarasci – Docente dell’Università della Calabria, di Rogliano.
  14. Caligiuri, alla memoria – Di Soveria Mannelli.
  15. Luigi Michele Perri – Giornalista e scrittore di Rogliano.
  16. Salvatore Oddo, alla memoria – Giornalista di Rogliano, ideatore dell’acronimo “Rostema”.
  17. Pippo Callipo – Imprenditore, destinatario del riconoscimento di rilievo regionale.
  18. Lanificio Leo – Impresa tessile di Soveria Mannelli.
  19. Antonio Renzelli – Imprenditore di Rogliano.
  20. Adriano Ferrari – Imprenditore di Altilia.
  21. Sergio Mazzuca – Imprenditore, Gioielleria Scintille di Cosenza, destinatario del riconoscimento di rilievo regionale.
  22. Franco Michele Greco – Storico e scrittore di Dipignano.
  23. Gabriel Niccoli – Professore ordinario presso l’Università di Waterloo, in Canada, originario di Grimaldi.
  24. Rocco Granata – Cantante.

La nuova edizione intende raccogliere questa eredità e proseguirne il cammino educativo. La precedente edizione si è svolta il Casale della Cinematografia di Marzi (CS) . La pedagogia della gratitudine continuerà, quindi, a orientare la Biennale, facendo della Riconoscenza un’occasione per avvicinare generazioni, custodire testimonianze e rafforzare i legami tra le persone e i territori. Dire grazie diventa così un atto pubblico di memoria e di responsabilità verso il futuro delle comunità.

A interpretare in versi lo spirito della Biennale “Luce del Sud” è il prof. Eugenio Maria Gallo, saggista, poeta, critico letterario e componente del Comitato Tecnico-Scientifico, che nella forza espressiva del vernacolo celebra la pedagogia della gratitudine e il legame con le comunità del Savuto e del Reventino.