Home Attualità “Anime sospese nell’ombra” approda a Rose: un viaggio dentro l’umanità invisibile delle...

“Anime sospese nell’ombra” approda a Rose: un viaggio dentro l’umanità invisibile delle carceri

30

Dopo le presentazioni nei Comuni di Mangone e Santo Stefano di Rogliano e, soprattutto, dopo la significativa cerimonia svoltasi nei giorni scorsi presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, che ha richiamato l’attenzione del mondo culturale e istituzionale, “Anime sospese nell’ombra” prosegue il suo cammino e approda a Rose. Un passaggio tutt’altro che formale. Perché Rose è comunità viva, luogo in cui storia e identità si intrecciano con una concreta sensibilità culturale e civile. Qui, con il patrocinio del Comune di Rose e dell’UNPLI Cosenza, l’iniziativa assume il valore di un momento condiviso, capace di coinvolgere e interrogare. L’appuntamento è fissato per venerdì 10 aprile 2026, alle ore 17:00, presso la Sala Consiliare del Comune di Rose, dove L’Eco della Valle promuove un incontro che si configura non come una semplice presentazione editoriale, ma come un vero spazio di ascolto e confronto. Non si tratta semplicemente della presentazione di un libro. Si apre, piuttosto, uno spazio in cui le parole diventano esperienza e le storie cessano di essere lontane per iniziare a parlare direttamente a ciascuno di noi.

Ci sono luoghi che esistono accanto alla nostra quotidianità, ma restano invisibili. Luoghi separati da muri, cancelli e silenzi. Luoghi in cui il tempo non scorre, ma si percepisce.

Sono le carceri.

È da questo universo, spesso ignorato o raccontato per stereotipi, che prende forma “Anime sospese nell’ombra”, un’opera che si distingue per il suo impianto metodologico e per il rigore dell’analisi, configurandosi come un lavoro unico nel suo genere. Non nasce da uno sguardo esterno, né da una ricostruzione astratta. Nasce dall’interno del sistema carcerario. Da un’osservazione quotidiana, diretta, maturata sul campo da chi opera in prima linea, a stretto contatto con i detenuti. Detenuti che, non a caso, vengono definiti “ospiti”: non numeri, non matricole, ma persone. È questo il punto di forza dell’opera: restituire umanità a un mondo che troppo spesso viene ridotto a statistiche o cronaca. Le storie raccolte non sono semplici testimonianze. Sono frammenti di vita, esperienze autentiche, vissuti che emergono da una relazione costante e concreta con la realtà detentiva. Uno sguardo interno che diventa racconto e, al tempo stesso, riflessione.

Il programma dell’incontro

L’evento si aprirà con un video introduttivo, con la voce narrante della dott.ssa IdaPaola Cerenzia.

Seguiranno i saluti istituzionali:

Ing. Roberto Barbieri, Sindaco del Comune di Rose

Dott.ssa Maria Talarico, Assessore alle politiche sociali

Don Dario Montemaggiore, Parroco di Rose

A seguire, gli interventi:

Dott.ssa Maria Luisa Mendicino, già direttore della Casa Circondariale “Sergio Cosmai”

Prof. Eugenio Maria Gallo, saggista e critico letterario

Dott. Antonello Grosso La Valle, presidente UNPLI Cosenza

Dott.ssa Maria Rosa Vuono, assistente sociale del Comune di Rose

Dott. Sestino Agostino, comandante della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale “Sergio Cosmai”

Dott.ssa Alessandra Scidà, assistente capo della Polizia Penitenziaria

I lavori saranno coordinati dal prof. Eugenio Maria Gallo.

Saranno presenti l’autore Francesco Garofalo, sociologo, giornalista e scrittore e il narratore Roberto Falvo, assistente capo coordinatore della Polizia Penitenziaria, a sottolineare il valore umano e comunicativo dell’iniziativa.

Un percorso che continua

L’approdo a Rose rappresenta una nuova tappa di un percorso culturale significativo, che continua a suscitare interesse e attenzione. Segno evidente di un bisogno diffuso: quello di guardare oltre le apparenze, di ascoltare, di comprendere. Perché le carceri, come spesso si dimentica, sono lo specchio della società. E l’uomo non è soltanto il reato che ha commesso. In questa prospettiva, il libro assume una funzione che va oltre la narrazione: diventa strumento di comprensione, occasione di consapevolezza, invito a superare pregiudizi e semplificazioni. Un incontro, dunque, che non si limita a raccontare, ma prova a restituire dignità alle storie e, con esse, alle persone ( La redazione)