Il concerto conclusivo del corso tenuto dalla maestra Roberta Presta ha proposto musiche di Mozart, Rota, Gossec, Gaubert, Casella e Poulenc. Finale d’insieme con Vivaldi, Joplin e la Tarantella napoletana
AMANTEA – Formazione musicale, talento giovanile e collaborazione associativa hanno caratterizzato la serata del 31 agosto 2026 al Cinema Teatro Sicoli di Amantea, dove si è svolto il concerto finale della Masterclass di flauto tenuta dalla maestra Roberta Presta.
L’iniziativa è stata promossa dalla Banda Musicale “Francesco Curcio”, con la collaborazione dell’Associazione Amantea Musica. A introdurre l’evento è stato Giorgio Feroleto, presidente di Amantea Musica, che ha sottolineato l’importanza di organizzare occasioni formative e concerti anche fuori dai tradizionali cartelloni. La masterclass ha permesso agli allievi di approfondire tecnica, interpretazione e capacità di suonare insieme.

Sotto la guida della maestra Presta, formatasi al Conservatorio di Cosenza e impegnata nell’insegnamento del flauto, i partecipanti hanno seguito un percorso calibrato sui differenti livelli di preparazione. Il programma del concerto ha restituito la varietà e la gradualità del lavoro svolto. Gli allievi si sono confrontati con composizioni appartenenti a epoche e linguaggi differenti, alcune particolarmente impegnative, dimostrando serietà, preparazione e capacità di affrontare il palcoscenico. Ad aprire la serata è stato Enrico Nicoletti, che ha eseguito al flauto l’Andante in Do maggiore, K. 315 di Wolfgang Amadeus Mozart, pagina caratterizzata da eleganza, equilibrio e limpidezza melodica.
È stata poi la volta di Marta Miceli, interprete di tre brani tratti dai Cinque pezzi facili di Nino Rota: Passeggiata di Puccettino, Serenata e Pavana. Tre brevi composizioni capaci di unire immediatezza espressiva, delicatezza e vivacità.
Maria Granieri ha proposto il Tambourin di François-Joseph Gossec, brano dal ritmo brillante e coinvolgente. Vittorio Pio Citraro si è invece misurato con il Nocturne et Allegro scherzando di Philippe Gaubert, composizione che richiede padronanza tecnica, sensibilità interpretativa e capacità di passare dalle atmosfere raccolte del notturno alla vivacità dell’allegro.Il concerto è proseguito con Desirè Piazza, interprete di Barcarola e Scherzo di Alfredo Casella, e con Maria Manieri, che ha eseguito due movimenti della Sonate pour flûte et piano di Francis Poulenc: l’Allegro malinconico e la Cantilena.

Una pagina importante del repertorio flautistico del Novecento, nella quale energia, malinconia e intensità lirica si alternano con grande efficacia. Ad accompagnare gli allievi al pianoforte è stata la maestra Roberta Tancredi, la cui presenza attenta e sensibile ha sostenuto le singole esecuzioni, favorendo il dialogo tra flauto e pianoforte e valorizzando le caratteristiche interpretative di ciascun giovane musicista.
Dopo le prove individuali, la parte conclusiva ha riunito i partecipanti nell’Ensemble di flauti della Masterclass. Il gruppo ha eseguito La Primavera di Antonio Vivaldi, The Entertainer di Scott Joplin e la tradizionale Tarantella napoletana. La scelta di chiudere con l’ensemble ha evidenziato uno degli aspetti più importanti dell’esperienza: accanto allo sviluppo delle capacità individuali, lo studio musicale insegna ad ascoltare gli altri, rispettare tempi e ruoli, armonizzare il proprio contributo con quello del gruppo e perseguire insieme un risultato comune.
Il concerto ha mostrato una crescita graduale degli allievi, appartenenti a livelli diversi ma accomunati dall’impegno e dalla passione. Ciascuno ha potuto presentare il proprio percorso e, nella parte finale, condividere il palcoscenico con gli altri partecipanti. Esperienze formative come questa possiedono un’importanza che supera la singola manifestazione. Studiare musica richiede tempo, costanza, disciplina, sacrifici e anche un significativo investimento da parte delle famiglie e delle associazioni. I benefici, però, non riguardano soltanto l’apprendimento di uno strumento: la pratica musicale favorisce concentrazione, responsabilità, sensibilità, capacità di relazione e fiducia nelle proprie possibilità. La collaborazione tra la Banda Musicale “Francesco Curcio” e Amantea Musica dimostra inoltre quanto sia utile costruire relazioni tra le realtà culturali del territorio. La condivisione di competenze, energie e risorse consente di offrire ai giovani opportunità concrete di formazione e di esibizione pubblica.Questa prima Masterclass di flauto realizzata ad Amantea lascia, dunque, un segnale incoraggiante. «La nostra terra promette bene: investire nei ragazzi significa investire nel futuro dell’intera comunità», ha sottolineato la maestra Roberta Presta. Quando il talento incontra docenti preparati, famiglie disponibili e associazioni capaci di collaborare, la musica diventa non soltanto espressione artistica, ma anche educazione, crescita e partecipazione sociale.(F.G.)