La scomparsa del giornalista Michele Albanese, cronista sotto scorta dal 2014 per le sue inchieste sulla criminalità organizzata, lascia un vuoto profondo nel panorama dell’informazione calabrese e nazionale. Un vuoto che pesa come un macigno, perché con lui si spegne una delle voci più ferme e coerenti nella denuncia dei poteri mafiosi. A esprimere cordoglio è il segretario regionale di Azione Calabria, Francesco De Nisi,(nella foto) che affida alle parole un ricordo intenso e riconoscente. «Con Michele Albanese – dichiara De Nisi – la Calabria perde un professionista rigoroso e un uomo libero, che ha scelto di non piegarsi mai alle intimidazioni della ’ndrangheta. La sua vita, segnata dalla necessità della scorta, è stata la testimonianza concreta di quanto sia ancora alto il prezzo della verità nella nostra terra». Un prezzo pagato ogni giorno, in silenzio, con disciplina e determinazione. Albanese non ha mai arretrato di un passo, continuando a raccontare fatti, intrecci e responsabilità senza ambiguità e senza timori reverenziali. Un lavoro che ha rappresentato un presidio centrale di legalità e democrazia per l’intera regione. De Nisi ricorda «il coraggio silenzioso e quotidiano» del cronista, «la determinazione nel raccontare i fatti senza sconti». Un impegno che non è stato solo professionale, ma civile: un’assunzione di responsabilità verso i lettori e verso una comunità spesso costretta a convivere con la pressione della criminalità organizzata. «La sua scomparsa – prosegue il segretario regionale di Azione – impone a tutti noi una riflessione profonda. Difendere il lavoro dei giornalisti che indagano sui poteri criminali significa difendere la libertà di ciascun cittadino. La memoria di Michele Albanese non può restare solo nel cordoglio: deve tradursi in un rinnovato impegno delle istituzioni e della società civile contro ogni forma di sopraffazione mafiosa». Nel messaggio finale, la vicinanza alla famiglia e ai colleghi: «Alla sua famiglia, ai colleghi e a quanti gli hanno voluto bene giungano la mia vicinanza personale e quella di tutta la comunità di Azione. La Calabria onesta oggi piange un suo figlio coraggioso, ma non dimenticherà il suo esempio». La morte di Michele Albanese riaccende una questione mai sopita: la necessità di garantire piena tutela a chi, attraverso il giornalismo d’inchiesta, continua a illuminare le zone d’ombra del potere criminale. In una terra che cerca riscatto, il suo esempio resta un riferimento etico e professionale che interpella tutti.
