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Rahel, da «Chi l’ha visto?» un nuovo richiamo alla ricerca della studentessa Unical

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La trasmissione di Rai 3 ha dedicato spazio alla scomparsa della giovane di 28 anni dal campus di Arcavacata. Una vicenda che continua a suscitare apprensione nella comunità universitaria e nel territorio cosentino.

di Redazione

La scomparsa di Rahel Gebrezgi Mengesha, la studentessa di 28 anni allontanatasi dal campus dell’Università della Calabria, è tornata ieri sera, mercoledì 4 novembre, all’attenzione del pubblico nazionale. Come annunciato, la trasmissione di Rai 3 «Chi l’ha visto?» ha dedicato spazio alla vicenda, contribuendo a mantenere accesi i riflettori sulla ricerca della giovane. L’annuncio della puntata, fornito dalle testate giornalistiche locali, anticipava nuove testimonianze e richiamava alcuni interrogativi sulle circostanze del suo allontanamento dal campus di Arcavacata di Rende. Domande che richiedono riscontri e che non possono essere trasformate in certezze. Le ragioni della scomparsa restano da chiarire: ogni ricostruzione deve quindi essere accompagnata dalla prudenza necessaria, nel rispetto della giovane e delle persone che ne attendono notizie. Lo spazio televisivo dedicato a Rahel rappresenta un’occasione per ampliare la diffusione dell’appello e raggiungere chi potrebbe averla incontrata o possedere informazioni utili. In queste situazioni, la partecipazione dei cittadini può offrire un contributo prezioso, purché le segnalazioni siano trasmesse alle autorità competenti, evitando la circolazione sui social di voci e ricostruzioni non verificate. Per la comunità universitaria e per il territorio cosentino, la vicenda richiama anche il valore dell’attenzione reciproca. Un campus è un luogo di studio, ma anche uno spazio di relazioni, nel quale si intrecciano percorsi personali, aspettative e talvolta difficoltà che possono rimanere poco visibili. Al centro resta Rahel, con la sua storia e il diritto alla riservatezza e alla dignità. Mantenere viva l’attenzione significa accompagnare la ricerca con responsabilità, nella speranza che arrivino presto notizie capaci di dare risposte a chi vive queste ore di apprensione.