Il recupero nasce dalla collaborazione tra Comune, Università della Calabria e Soprintendenza. Ricerca sui materiali e tecnologie tridimensionali al centro dell’intervento.
COSENZA – Un pezzo della storia cittadina torna a essere visibile e apprezzabile in piazza Crispi. Si è concluso il restauro della Fontana del Balilla, un intervento che ha affrontato i danni accumulati nel tempo e restituito leggibilità alle forme del monumento. Il recupero è il risultato della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, l’Università della Calabria e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza. Un’esperienza nella quale lo studio universitario ha trovato un’applicazione concreta nella cura del patrimonio pubblico. A eseguire il restauro è stato Mattia Brian Rago, che ha dedicato alla fontana la propria tesi sperimentale in Conservazione e restauro dei beni culturali. Il progetto è stato curato dal professor Antonio Barbera, con il coinvolgimento delle professoresse Donatella Barca e Michela Ricca nell’ambito delle attività di ricerca dell’Ateneo.
Dallo studio del monumento al recupero delle forme
Inaugurata il 21 aprile 1934, durante l’amministrazione del podestà Tommaso Arnoni, la fontana conserva una testimonianza di una precisa stagione della storia urbana cosentina. Prima delle operazioni di restauro, il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical ha approfondito le caratteristiche storiche e stilistiche dell’opera. L’analisi delle condizioni conservative ha evidenziato deterioramenti riconducibili all’esposizione agli agenti atmosferici, alle infiltrazioni e alla corrosione degli elementi metallici interni, con conseguenze su diverse porzioni del modellato.Il lavoro di Rago ha inoltre approfondito l’impiego della biopulitura e delle tecnologie tridimensionali, studiandone le possibilità per l’integrazione delle parti mancanti e per una fruizione tattile dell’opera. Un percorso che mette in relazione conservazione, innovazione e accessibilità.

Un intervento gratuito, legato alla ricerca universitaria
Durante la cerimonia di riconsegna, il sindaco Franz Caruso ha sottolineato che il restauro è stato svolto interamente a titolo gratuito nell’ambito delle attività di ricerca universitaria. Il primo cittadino ha ringraziato i professionisti e le istituzioni coinvolte, ricordando anche il contributo del presidente della commissione urbanistica Francesco Turco e la vigilanza della Soprintendenza. All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Nicola Ruggieri per la Soprintendenza, gli assessori Damiano Covelli e Rosario Branda e Marilena Cerzoso, direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri.
Piazza Crispi nel percorso di riqualificazione urbana
Per l’Amministrazione, il recupero della fontana si collega agli interventi su piazza Amendola, al Cinema Teatro Tieri e all’Anfiteatro dedicato a Vincenzo Ziccarelli. Caruso ha richiamato anche il ruolo della presenza universitaria a San Domenico nel rafforzare il rapporto tra centro storico e città moderna. La restituzione del monumento offre così un’occasione per riportare l’attenzione sugli spazi pubblici e sulla loro manutenzione. Il valore di un restauro prosegue infatti nella cura quotidiana: è questa continuità a consentire che un bene recuperato rimanga parte della vita della comunità