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Mangone e il futuro del Savuto: il sindaco Orazio Berardi a colloquio con Ciro Oddo

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervista realizzata da Ciro Oddo al sindaco di Mangone, Orazio Berardi, ringraziando l’autore per il contributo offerto a titolo volontario e gratuito, al pari dell’impegno del direttore, della redazione e dei collaboratori de L’Eco della Valle. La nostra testata promuove un’informazione libera e plurale, aperta a voci e posizioni differenti, nella convinzione che il confronto contribuisca alla vita democratica e alla crescita delle comunità del Savuto, del Reventino e dei territori circostanti. Nel rispetto della correttezza dell’informazione e delle persone, restiamo disponibili a ospitare precisazioni e repliche sui temi affrontati. Di seguito l’intervista integrale:

DA PIANO LAGO-MANGONE. IL DECOLLO DEL SAVUTO

Parla il Sindaco Orazio Berardi. Unirsi per non essere spogliati di servizi essenziali. Per le fusioni coinvolgere le comunità. Il Polo industriale creato dagli imprenditori di fatto gestito dalla Regione tramite l’Arsai. Per il supertraffico a Piano Lago creare, perché possibile, vie alternative alla SS19. Con l’approvazione del PSA nuovi insediamenti commerciali e residenziali che da tempo attendevano l’autorizzazione.

  Mangone è una fortunata cittadina, ridente come i suoi abitanti  forse perchè baciata dal sole da mane a sera, appollaiata come un’aquila addomesticata su una altura a 750 metri slm, pronta h24 a vigilare sui suoi aquilotti che svolazzano a valle per i quali vale il detto: guai a chi li tocca. Gli aquilotti di Mangone sono le immense distese della frazione Piano Lago. Una vera ed innegabile  ricchezza. Non a caso, quando circa 60 anni fa un giornalista della vicina Rogliano propose la fusione di quattro comuni, tra cui Mangone, ma tutti gravitanti su Piano Lago, i mangonesi, sindaco Soda in primis, si mostrarono compattamente scettici, per non dire decisamente contrari. Fusione  per la quale poi, con il dialogo e gli articoli sui giornali, le posizioni si ammorbidirono fino al punto di dichiarare, oggi,  da parte di alcuni, con appositi comitati civici, non solo la disponibilità, ma la necessità, di unirsi per diventare più forti e rappresentativi politicamente. Abbiamo avvicinato l’attuale sindaco di Mangone, Orazio Berardi, che con la cordialità ed il garbo che gli sono  propri si è dichiarato ben disposto a rispondere alle nostre domande. Di seguito il testo integrale delle sue risposte.

Diversi anni fa, quando Mangone era uno dei centri più rappresentativi del socialismo calabrese, un giornalista di Rogliano che aveva individuato già allora le immense potenzialità di sviluppo per il Savuto legate alla zona di Piano Lago, aveva proposto la fusione di quattro comuni per creare a Cosenza sud una nuova entità urbana. Oggi quella proposta è tornata di grande attualità. Lei cosa ne pensa come sindaco di Mangone ma anche, in una visione più  ampia, come sindaco del Savuto?

La proposta del compianto Salvatore Oddo, malgrado siano trascorsi diversi decenni, resta al centro del dibattito politico nel Savuto ed è tornata attuale negli ultimi anni con la nuova accelerazione impressa sul tema della fusioni dei comuni dalle modifiche normative operate sulla legge regionale e con il referendum sulla città unica svoltosi nel dicembre 2024. Riconosco a Salvatore Oddo il merito di aver stimolato la classe politica di allora a fare ogni utile sforzo per cercare di mettere il Savuto al centro dell’attenzione regionale. E lo ha fatto in un periodo in cui il tema della fusione o dell’aggregazione dei municipi era un tema poco conosciuto in quanto, in quegli anni, la municipalità, di qualsiasi dimensione essa fosse, rappresentava  il solo ente di riferimento delle comunità (le regioni nascono nel 1970). Il mio pensiero sulle fusione l’ho  manifestato in diversi interventi ed interviste sui media locali. Io credo che i comuni del Savuto, con urgenza, debbano mettere in campo delle strategie adeguate per difendere in maniera unitaria il comprensorio: da almeno un decennio, il legislatore nazionale, per far quadrare i conti, sta accentrando molti importanti servizi nelle città capoluogo (o quelle più popolose) sopprimendo quelli considerati di periferia come il nostro comprensorio (sanità, trasporti, infrastrutture viarie) con inevitabili ripercussioni negative dal punto di vista economico e demografico. E’ in corso una strenua battaglia fra territori per cercare di mantenere i servizi fondamentali per le comunità: solo se riusciremo ad essere uniti in questa “battaglia” potremmo evitare di essere spogliati di servizi fondamentali per la qualità della vita. La fusione è altra cosa: è un percorso irreversibile che necessita di una lenta gestazione e soprattutto di una maturazione fra le popolazioni interessate. La fusione deve essere un percorso voluto ed accettato da tutte le comunità interessate. E per poter sperare di innescare questo, è necessario che le comunità interessate percepiscano che dal percorso integrativo possa derivare un reale e concreto miglioramento della loro qualità della vita.

Il Comune di Mangone viene autopresentato spesso come esempio virtuoso dal punto di vista economico eppure, malgrado i numerosi insediamenti industriali a Piano Lago non si è riusciti a creare un vero Polo industriale con annessi i più importanti servizi adeguati alla funzione. Perchè si è rimasti indietro e ritiene che un comune più forte sarebbe utile anche per questo? In ogni caso di quali mezzi avrebbe bisogno per creare il vero Polo industriale a Piano Lago ma che sia anche Polo del Savuto?

Piano Lago è già un polo industriale e, da diversi anni, anche commerciale. E lo è diventato non per “mano politica” ma grazie all’intraprendenza di tanti imprenditori che, con spirito di sacrificio ed abnegazione, hanno creduto nelle potenzialità della zona, hanno investito e creato sviluppo ed occasioni di lavoro dando respiro e speranza ad un intero comprensorio. Come è noto, la zona industriale, pur trovandosi nei territori di Mangone e di Figline Vegliaturo, si trova nel perimetro consortile, di fatto, gestito dalla Regione per il tramite consorzi/associazioni per lo sviluppo industriale che si sono succeduti negli anni: nella fase istitutiva abbiamo avuto l’Asi poi il Corap ed adesso l’Arsai.  Sono questi enti che hanno giurisdizione nell’area consortile e sono loro che debbono e avrebbero dovuto garantire i servizi nell’area: servizio idrico e fognario, illuminazione pubblica, decoro. La storia delle Asi, purtroppo, non è una storia di efficienza e di presenza sul territorio ma, dispiace di dirlo, di assenza e inefficienza. Negli anni, i comuni di Mangone e di Figline, pur non avendo alcun dovere o potere nel perimetro consortile, sono stati costretti ad intervenire al fine di tutelare la pubblica incolumità: per diversi anni, ad esempio, il taglio dell’erba e delle sterpaglie è stato garantito dai comuni per ragioni di sicurezza pubblica. Il nostro comune è intervenuto nell’alluvione del mese di febbraio u.s. “arginando” la furia delle acque, liberando i canali ed evitando che le attività produttive avessero dei danni irreversibili. Inoltre, è bene ribadirlo, anche l’approvvigionamento idrico della zona industriale viene garantito dal comune di Mangone, con l’acqua dei propri serbatoi nonostante, nel progetto istitutivo, fosse prevista un’autonoma fonte di approvvigionamento che doveva essere l’impianto di potabilizzazione ubicato sempre nel nostro comune ed in disuso da almeno 15 anni. Negli ultimi mesi, grazie all’impegno di qualche deputato regionale, legato al nostro territorio e consapevole delle potenzialità dell’area, e dell’attuale dirigenza, dall’Arsai giungono segnali positivi. E’ in corso una procedura ad evidenza pubblica per l’effettuazione nell’area di importanti lavori di riqualificazione ed ammodernamento fra cui la realizzazione di un moderno ed atteso impianto di illuminazione. Attendiamo speranzosi…

Piano Lago è attraversata dall’autostrada, dalla SS 19 e dalla Ferrovia della Calabria. Come vie di comunicazione meglio di così! Eppure, paradossalmente,si sostiene da più parti che  la FdC sia un forte impedimento allo sviluppo della zona. Per il suo tracciato e per i numerosi passaggi a livello le lamentele non sono mancate. Cosa suggerisce e cosa propone una volta per tutte per ovviare a tali inconvenienti più  volte segnalati?

Piano Lago è, per conformazione geografica, il baricentro del Savuto e per questa sua peculiarità, su di esso insistono ed agiscono diversi enti con le loro infrastrutture e la loro “giurisdizione”. Se si guardasse il territorio dall’alto ci si renderebbe conto delle tante interferenze e “giurisdizioni” di enti su tale zona: l’autostrada (di competenza Anas), il comune, la Strada Statale 19 (Anas), la ferrovia (Ferrovie della Calabria) e quindi la zona industriale (prima Asi ora A.r.s.a.i.). Sono Enti che hanno competenza su porzioni di territorio adiacenti e tutto in uno spazio complessivo di poche centinaia di metri. I trasporti non sono un impedimento allo sviluppo ma ne sono la condizione imprescindibile. A patto ovviamente che funzionino. Le Ferrovie della Calabria, da mesi, stanno facendo dei lavori sulla tratta Catanzaro Cosenza: siamo speranzosi, che una volta ultimati i lavori, il servizio ferroviario possa funzionare bene. Un servizio ferroviario efficiente, con collegamenti veloci con la città renderebbe la zona attrattiva anche dal punto di vista urbanistico.  

E’ stato calcolato che su Piano Lago ogni giorno transitano circa 30.000 veicoli. La salubrità dell’aria e la tranquillità dei residenti sono messe alla prova, a dura prova. Regolarizzare il traffico stradale sul rettifilo non sarebbe una priorità per il sindaco di Mangone anche per prevenire  possibili incidenti visto che la limitazione della velocità non è risultata sufficiente a porre fine  ad inadeguatezze  di guida?

Lo sviluppo porta inevitabilmente infrastrutture, quindi traffico ed a volte cogestione. Questo è il prezzo che paga un territorio attrattivo che cresce  e che allo stato, rappresenta un lumicino di speranza  in una terra difficile, a volte amara come la Calabria. Con questo non sto dicendo che bisogna rassegnarsi a sopportare il flusso veicolare senza pensare a soluzioni che possano attenuare la criticità. Certo, non bisogna illudere la comunità proponendo progetti faraonici di difficile o impossibile realizzazione: gli spazi di manovra del comune, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista giuridico, sono molto limitati e, ad ogni modo debbono essere condivisi dagli altri enti. Si deve, a mio avviso,  ad esempio insistere sulla realizzazione di strade alternative alla ss 19. Mi riferisco  a alternative realizzabili non utopiche dove esiste già un tracciato e che l’Ente sarebbe nelle condizioni di realizzarle. La strada parallela alla 19 che, dalla ex strada 108 (ora SP 245) conduce alla zona dell’ex giornale di Calabria (cosiddetta strada del CNR), sta dando un piccolo sollievo alla zona. Si potrebbe completare il secondo lotto di tale strada, allungandola sino a via Farnete Chialico (nei pressi del laboratorio di analisi). La realizzazione di tale opera, di fatto creerebbe una strada parallela alla ss 19, ed alleggerirebbe di molto il flusso veicolare sulla Statale.

Recentemente il Comune di Mangone insieme a quello di Figline e Cellara hanno segnato l’approvazione  definitiva del PSA. Un risultato importante che però nel territorio non è stato vissuto con la dovuta soddisfazione.  Perchè secondo Lei? Cosa è mancato o cosa pensa che manchi ancora?

In Calabria, i comuni che hanno approvato e nei quali è vigente un Piano strutturale (sia in forma associata (Psa) che singolo (Psc) ) mi pare siano solo il 15%. Avere un nuovo strumento urbanistico, per qualsiasi comune, è di vitale importanza. Per Mangone significa consolidare la vocazione commerciale dell’area di Piano Lago e soddisfare le numerose richieste di edificazione di civili abitazioni da parte di privati, che da tempo, attendevano questa possibilità. Significa anche dare un messaggio di fiducia, e mi sia consentito, di efficienza, ai soggetti economici e privati che vogliono investire nel territorio. L’impatto positivo dello strumento urbanistico lo stiamo rilevando dalle numerose richieste di concessioni che si traducono in un aumento degli oneri di urbanizzazione per l’Ente e, nei casi di strutture produttive/commerciali, in occasioni di lavoro. Inoltre, da alcuni mesi  registriamo un fermento imprenditoriale importante che, dalle notizie che arrivano dagli uffici, si tradurrà nella realizzazione di importanti investimenti commerciali che daranno un ulteriore impulso all’economia del territorio.

Sempre di recente il Comune di Mangone, su proposta della minoranza, ha approvato l’istituzione della Delegazione permanente del Consiglio per i rapporti con Piano Lago e gli enti sovracomunali.  Un nuovo strumento per “rafforzare il dialogo con i territori confinanti e le realtà produttive dell’area”. Sarà così anche alla luce della considerazione che “molte sfide non possono più essere affrontate entro i soli confini comunali”?

Aldilà della delegazione permanente, come ho affermato in precedenza, sono fermamente convinto che i comuni del comprensorio del Savuto debbano fare ogni utile sforzo per difendere il comprensorio in maniera unitaria. Da troppo tempo ci muoviamo in ordine sparso e questo ci pone in una condizione di debolezza politica che si sta traducendo nella perdita di importanti servizi per le nostre comunità. Dobbiamo essere tutti consapevoli che dobbiamo mettere da parte la sterile competizione fra di noi che ci sta portando TUTTI a perdere le battaglie più importanti. Il Savuto, ad esempio, è nelle condizioni di poter eleggere un rappresentante in consiglio regionale, che abbia veramente a cuore le sorti della zona ed è assolutamente importante averlo. La difesa del territorio credo sia la più importante ideologia che debba muovere ed orientare gli amministratori locali del nostro comprensorio.

 Sono tornati al loro originale splendore i tre mosaici di Fiore Esposito che il comune ha collocato nel centro storico di Mangone. Rappresentano le “rocce ideali dell’esistenza umana”. Cosa può dire, come sindaco, perché i mangonesi , ma non solo, godano sempre di più salute e più lavoro in una famiglia mai troppo sana?

 Ringrazio nuovamente Fiore Esposito per l’opera realizzata. I tre mosaici, sono composti ciascuno da tessere di marmo di piccolissima dimensione (da pochi millimetri sino a 2 cm). Ciascun mosaico contiene quasi 10.000 tessere. Come comunicato dall’autore, essi rappresentano i tre pilastri della vita dell’individuo: la famiglia, la salute ed il lavoro. Lo sforzo realizzativo, di fatto, rappresenta anche una testimonianza, un messaggio edificante per le nuove generazioni: se si crede in qualcosa e se si mette passione e perseveranza per la sua realizzazione alla fine i risultati arrivano. I sindaci, di piccoli comuni come il nostro, possono incidere poco nel campo della salute e nel lavoro. Hanno però un compito inderogabile ed importantissimo: dimostrare alle comunità amministrate che la loro azione è sempre improntata a criteri di trasparenza e di giustizia, che utilizzano le risorse pubbliche con oculatezza e che, in ogni situazione o avversità sono pronti a difendere il territorio.

Una domanda conclusiva che, se mancasse, chi legge non ci perdonerebbe: alle prossime elezioni del 2027 i mangonesi saranno  chiamati a votare ancora per Orazio Berardi sindaco?

Quello che è importante e che auspico è che il mio comune possa avere un’amministrazione che continui nel solco tracciato nell’ultimo decennio.

                                                                                               Ciro Oddo