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Rogliano verso il 2027: tra sogni e centralità di Ciro Oddo

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Ospitiamo il contributo dal titolo «Rogliano verso il 2027: tra sogni e centralità», una riflessione sul dibattito politico cittadino in vista delle prossime elezioni amministrative. La riflessione del dott. Ciro Oddo, propone una lettura degli equilibri tra maggioranza e opposizione, delle possibili candidature e delle prospettive di governo della città, richiamando temi centrali per la comunità: sanità, risanamento finanziario, commercio e collaborazione tra i Comuni. Le valutazioni e le interpretazioni espresse appartengono all’autore. L’Eco della Valle accoglie questo intervento come occasione di confronto pubblico, nello spirito del pluralismo e del rispetto delle diverse posizioni, dando spazio a ulteriori contributi e repliche.

Segue testo integrale:

ROGLIANO VERSO IL 2027 TRA SOGNI E CENTRALITA’

”  Quando nello scorso mese di giugno abbiamo scritto su questo giornale  che vi erano ben “pochi altri paesi che, come Rogliano, a distanza di un anno dalle prossime consultazioni elettorali mostrano un fermento ed un interesse verso la politica locale mai visti prima e che il malcontento verso le ultime amministrazioni si percepisce in ogni angolo ed in ogni momento in tutti i settori della vita sociale”  ci fu qualcuno che con ogni mezzo si sforzò di far passare il messaggio che fossimo solo seminatori di zizzania e poco appassionati alla vita sociale del paese. In verità il nostro scritto considerava anche il fatto che  non era un caso se già allora erano state avanzate varie candidature alla carica di sindaco accanto a chi, “tessendo ancora la tela del consenso, si guardava bene dal far emergere  il proprio nome per paura di bruciarsi anzitempo la possibilità di una eventuale vittoria”. E’ passato solo qualche mese e quelle che sembravano delle supposizioni oggi fanno parte di un quadro ben definito della realtà locale ma comunque sempre in continua evoluzione. Sono infatti ad oggi almeno tre (ma si presume che ce ne saranno altre) le candidature alla carica di sindaco nell’ambito della maggioranza che  con una ragionevole certezza sono già emerse anche se nessuna di esse è stata ufficializzata. Dai ben informati si sa anche che almeno altrettante saranno le candidature che emergeranno dalla minoranza e non si esclude a tutt’oggi un nome nuovo che verrà fuori dal cilindro come espressione della società civile. Ma dal cilindro in genere vengono fuori conigli o colombe. Probabilmente a Rogliano ci vuole ben altro.  Fermento ed interesse  dicevamo nello scorso giugno! Sembra ora di andare incontro ad una corsa che immancabilmente vedrà parecchi fra i concorrenti “azzoppati” già prima del fatidico via. Per quanto abbiamo sommariamente riferito sono in molti ad aver tratto la conclusione che “nell’ambito della compagine amministrativa roglianese vige uno stato di profondo malessere” da noi stessi più volte evidenziato. Malessere divenuto ormai vera frammentazione che potrebbe “fare gioco al fronte opposto” che, “se trovasse un punto di coesione su un candidato autorevole e concordanza sui programmi elettorali,  avrebbe davanti a se una autostrada verso il traguardo del capovolgimento degli equilibri politici”. Ma a ciò sono in pochi a credere ed infatti, accanto a  qualcuno che avanza diritti sulla successione all’attuale sindaco ed a qualcun altro che parla di necessario rinnovamento, ce ne sono molti altri che ritengono che l’attuale sindaco abbia già deciso di rinunciare al terzo mandato che la legge gli consentirebbe. E qui sorgono molti punti di domanda. Infatti sino ad oggi Altomare non si è mai ufficialmente pronunciato in proposito e ci sono personaggi di rilievo  a lui vicini che ricordano come in questi giorni lo stesso sindaco vada spesso col pensiero alla  figura dell’On. Buffone che “come un figlio lo prese per mano guidandolo ed accompagnandolo verso la politica” inculcandogli  “quella passione per la politica che l’On. Buffone praticò per tutta la sua vita rendendola quell’arte nobile tanto spesso oggi inutilmente evocata”. In questi pensieri si è visto un consolidarsi di intime posizioni che porterebbero a conclusioni diverse da quelle che ci si potrebbe aspettare.  Appare sempre più marcato infatti l’impegno che l’attuale sindaco sta mostrando nei confronti della comunità che in buona parte si attende una sua continuazione del mandato con una rinnovata maggioranza e quindi con una nuova lista civica che presenti un programma realisticamente fattibile ed un governo cittadino libero da ogni condizionamento politico. Si richiede cioè che Altomare metta a disposizione la sua esperienza acquisita in dieci anni di attività riservando una attenzione particolare ai servizi sanitari, ospedale in primo luogo, risanamento economico dell’ente con rilancio del commercio e avvio della fusione con i comuni confinanti per la quale si è sempre battuto. Pochi i problemi di cui si aspetta la risoluzione per avere maggiore sicurezza di vederne il compimento con una  ritrovata centralità di Rogliano nella Valle del Savuto. Realismo e bando ai progetti fumosi e faraonici che non vedranno mai la luce.

  A lato di quanto appena detto sono  giunte le considerazioni dell’attivista Giuseppe Tiano, colonna portante del movimento Cosenza-sud,  che invece guarda con “rammarico alla possibilità di un terzo mandato di Altomare”. In un suo post infatti ha reso pubblica una riflessione personale, rispettabilissima e genuina, con la quale ha espresso una marcata critica verso se stesso riconoscendo che “l’errore più grande è stato quello di avere espresso fiducia a chi non avrebbe mai e poi mai dovuto darla”  considerando con ciò esaurita l’esperienza del gruppo “Rogliano di Tutti”.   D’altra parte allo stato attuale a Rogliano  in una atmosfera di incertezza totale che aleggia su tutte le piazze se c’è qualcosa che viene data per definita è proprio la frammentazione e quindi la morte della coalizione “Rogliano di tutti”. Da ciò si potrà uscire – sostiene un noto politologo che preferisce rimanere ignoto – o con  un colpo di mano strategico e fulmineo  che porterebbe ad  un miracoloso  ricomponimento della coalizione che si presenterebbe così nel segno della continuazione o, più pacatamente, con la nascita di nuovi gruppi ognuno legato ad un candidato. Ciò, ovviamente, servirebbe all’opposizione su un piatto d’argento la possibilità di vincere e forse stravincere. Ma lo stesso politologo aggiunge che la prima delle possibilità richiederebbe l’intervento di una bacchetta magica: cosa assai improbabile. Per la seconda non sembra vicina la possibilità di una coalizione di centrodestra o comunque di opposizione coesa e compatta. Sono infatti recentissime le dichiarazioni in proposito del gruppo di minoranza “Alternativa per Rogliano” che ha puntualizzato di non essere disponibile a partecipare ad accordi dell’ultimo minuto avendo già tracciato un suo percorso ed avvertendo che ogni convergenza deve nascere da un confronto nel rispetto dell’autonomia di ogni gruppo. Ne consegue che l’attuale maggioranza si viene a trovare nella non felice posizione di chi sta tra l’incudine ed il martello. Posizione quanto mai incresciosa oggi che non c’è più né l’incudine e né il martello. Nei prossimi giorni il quadro diventerà di certo più chiaro man mano che  i candidati usciranno allo scoperto. Del resto, se è apprezzabile – anche secondo il Dr. Egidio Bruno, Presidente della Consulta giovanile – il “crescente fermento politico che sta animando Rogliano come segnale di vitalità democratica in tempi di disaffezione diffusa verso la politica” è all’opposto discutibile – secondo quanto si affermava l’altra mattina da più parti nella villa comunale – il massiccio ma pur sempre esaltante ricorso alla possibilità  di candidarsi al vertice di una istituzione democratica che però porterebbe paradossalmente ad una infruttuosa dispersione di voti.  Il bello della democrazia ha sempre un prezzo”.

                                                                                                                                      Ciro Oddo