In vista del nuovo incarico a Roma, il Comandante della Legione “Calabria” ha incontrato ufficiali e militari nella caserma “Gen. Filippo Caruso”. Il richiamo ai valori del giuramento e a un servizio fondato su prossimità, ascolto, umanità e rispetto delle istituzioni democratiche
COSENZA – Una visita istituzionale, ma anche un momento di riconoscenza e di condivisione dei valori che guidano quotidianamente l’azione dell’Arma. Il Generale di Divisione Riccardo Sciuto, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, ha incontrato il 12 settembre i militari del Comando provinciale di Cosenza per rivolgere loro il proprio saluto di commiato, in vista dell’imminente assunzione di un nuovo e prestigioso incarico a Roma.

Ad accoglierlo nella caserma intitolata al Generale Filippo Caruso è stato il Comandante provinciale, Colonnello Andrea Mommo. Alla visita hanno partecipato i comandanti intermedi, i responsabili dei reparti speciali e il personale in servizio nella sede, nelle articolazioni territoriali dipendenti e nei diversi comparti di specialità presenti nella provincia. Al termine di due intensi anni alla guida della Legione Carabinieri “Calabria”, il generale Sciuto ha voluto esprimere personalmente il proprio apprezzamento per la dedizione, il senso del dovere e la professionalità dimostrati dai militari nello svolgimento delle attività istituzionali. Un impegno esercitato ogni giorno a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, in una regione da lui definita straordinaria. Nel corso dell’incontro, il Comandante ha richiamato l’attenzione sui principi che devono orientare l’operato di ogni Carabiniere, indipendentemente dal grado e dall’incarico ricoperto. Valori che trovano fondamento nel giuramento prestato e nel Regolamento generale dell’Arma e che devono tradursi in comportamenti coerenti, responsabili e pienamente rispettosi delle istituzioni. Particolare rilievo è stato attribuito alla capacità di interpretare il proprio ruolo con profonda convinzione, garantendo alle comunità locali non soltanto sicurezza, ma anche presenza, prossimità, ascolto e dialogo. Un modo di servire il territorio che richiede fermezza e rigore, senza mai rinunciare alla lealtà, all’umanità e al rispetto dei principi democratici. Il saluto del generale Sciuto ha rappresentato, pertanto, anche un messaggio rivolto al futuro: continuare a essere un punto di riferimento riconoscibile e affidabile per i cittadini, soprattutto nei centri più piccoli e nelle realtà maggiormente esposte alle difficoltà sociali. È proprio nella vicinanza alle persone che l’Arma rinnova quotidianamente il proprio legame con le comunità e conferma la funzione essenziale svolta al servizio dello Stato.