Un’occasione per riscoprire il ruolo ecologico e simbolico di uno degli animali più fraintesi della storia
Oggi mercoledì 16 luglio 2025 si celebra la Giornata dei Serpenti, una ricorrenza relativamente recente, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questi rettili nell’equilibrio degli ecosistemi. Da sempre temuti, spesso demonizzati, i serpenti sono in realtà alleati silenziosi dell’uomo nella lotta contro parassiti e roditori, e ricoprono un ruolo fondamentale nella catena alimentare.
Tra realtà e superstizione
Le paure legate ai serpenti affondano le radici nella cultura popolare e religiosa. Sin dall’antichità, questi animali sono stati associati al male, alla tentazione, alla morte. Nella Bibbia, il serpente è il protagonista dell’episodio del peccato originale: inganna Eva nel Giardino dell’Eden e introduce la caduta dell’uomo. Questa immagine ha fortemente influenzato la visione negativa del serpente nella cultura occidentale, generando pregiudizi che si sono trasmessi per secoli. Ma il simbolismo del serpente non è solo negativo. In molte tradizioni orientali e precolombiane, è portatore di saggezza, rigenerazione e potere vitale. Il serpente che si morde la coda, l’uroboro, è simbolo di eternità e ciclicità della vita. Persino nella Bibbia, in Numeri 21:9, Mosè erige un serpente di bronzo per guarire gli israeliti morsi dai serpenti nel deserto: un’immagine ambivalente, che unisce male e guarigione.
Un patrimonio di biodiversità da proteggere
Esistono circa 4.000 specie di serpenti nel mondo. Dai piccolissimi Tetracheilostoma carlae delle Barbados, lunghi appena 10 centimetri, fino ai giganteschi pitoni reticolati che superano i 7 metri. Solo una minoranza di questi rettili è velenosa, e ancor meno sono le specie pericolose per l’uomo. Tra le più letali si contano il taipan dell’interno (Australia), il serpente più velenoso del mondo, e il mamba nero (Africa), temuto per la sua rapidità e aggressività. In Europa, la vipera è il serpente velenoso più diffuso, ma raramente letale se soccorsi tempestivamente.
Purtroppo, la paura irrazionale porta spesso all’uccisione indiscriminata dei serpenti, contribuendo alla diminuzione di alcune specie e rompendo delicati equilibri naturali. I serpenti, infatti, controllano le popolazioni di roditori, limitano la diffusione di malattie e difendono indirettamente i raccolti agricoli.
Educare per convivere

La Giornata dei Serpenti è promossa da associazioni ambientaliste, musei naturalistici, centri di ricerca e appassionati di erpetologia. Le attività organizzate includono workshop, conferenze, visite guidate e presentazioni dal vivo, in cui è possibile osservare da vicino questi animali e ascoltare esperti raccontarne curiosità e caratteristiche.
L’obiettivo è quello di sfatare miti, diffondere conoscenza e promuovere un rapporto più equilibrato tra uomo e natura. In un contesto globale in cui la biodiversità è messa a rischio dalla deforestazione, dal cambiamento climatico e dalla disinformazione, anche il serpente merita un posto nel nostro immaginario libero da paure ataviche.
Serpenti e società: tra fascinazione e fobia
La paura dei serpenti, tecnicamente detta ofidiofobia, è tra le più comuni nel mondo. Secondo alcuni studi psicologici, questa fobia potrebbe avere radici evolutive: l’essere umano ha imparato, per istinto di sopravvivenza, a temere animali potenzialmente pericolosi. Ma se la paura può avere una base biologica, il pregiudizio nasce dalla cultura. Nel mondo contemporaneo, il serpente è stato riabilitato in parte attraverso la scienza e la medicina: non a caso, il simbolo della farmacia – il bastone di Asclepio – presenta proprio un serpente avvolto. Questo perché, da millenni, il veleno dei serpenti viene studiato per la produzione di antidoti, analgesici e persino terapie oncologiche.
Un invito al rispetto
Celebrare la Giornata dei Serpenti significa anche fare un passo avanti nella riflessione su quanto sia importante convivere con il diverso, l’incompreso, l’emarginato – nella natura come nella società. È un invito a guardare con occhi nuovi ciò che istintivamente respingiamo, a superare la paura con la conoscenza, e a riconoscere che ogni creatura ha un posto, e un compito, nel grande disegno della vita.