Da superstizione a simbolo di saggezza: il fascino e il ruolo ecologico di uno degli animali più misteriosi del mondo, con un occhio alle curiosità linguistiche
Oggi,lunedì 4 agosto 2025, il calendario ci ricorda una ricorrenza insolita ma affascinante: la Giornata Mondiale del Gufo. Istituita nel 2005 dall’Organizzazione per la Conservazione dei Gufi (OCG), questa giornata vuole celebrare la bellezza, il mistero e il ruolo ecologico di questi rapaci notturni dagli occhi ipnotici e dal portamento da veri aristocratici del cielo. Un tempo guardato con sospetto e associato a presagi poco rassicuranti, il gufo ha saputo ribaltare la sua reputazione, passando dal ruolo di “messaggero di sventura” a quello di simbolo universale di saggezza. Merito anche degli antichi Greci, che avevano eletto il gufo a compagno fidato della dea Atena, signora della saggezza e delle arti. Da allora, il suo sguardo penetrante è diventato emblema di intelligenza e capacità di vedere “oltre” il buio. Ma i gufi non sono solo figure da leggenda o da stemma accademico: sono veri custodi dell’equilibrio naturale. Con la loro caccia silenziosa, controllano le popolazioni di piccoli roditori e insetti, evitando che si trasformino in fastidiose piaghe. Non a caso, la loro presenza è considerata un indicatore di salute dell’ecosistema: dove c’è un gufo, c’è un ambiente che funziona. E se potessero parlare, forse i gufi avrebbero parecchio da dire anche sul comportamento umano.

C’è chi giura di averne sentito uno, appollaiato su un campanile di campagna, mormorare con tono sarcastico: “Io di notte lavoro, voi di giorno fate casino… e poi dite che siete più intelligenti di me!” Un’ironia notturna che, in fondo, ci ricorda quanto la natura osservi (e giudichi) in silenzio.
E, già che parliamo di gufi, impossibile non citare la parola che nel gergo comune li ha resi celebri… almeno in chiave ironica: la “gufata”. Oggi, è sinonimo di previsione sfortunata o augurio che porta male, un retaggio delle antiche superstizioni legate al verso notturno di questi rapaci. Insomma, il gufo può pure essere diventato simbolo di saggezza, ma in certe chiacchiere da bar continua a portarsi dietro la fama di “menagramo”… e a volte, forse, se la ride anche sotto le piume.