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La Presidente Santelli, simbolo di tenacia e coraggio di Francesco Garofalo (clicca qui per leggere)

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Jole Santelli, era cosciente del suo precario stato di salute, della minaccia che incombeva da tempo su di Lei.  Proprio per questa sua condizione esistenziale    avrebbe potuto scegliere una vita tranquilla e serena, dedicarsi a se stessa e ai propri affetti con maggiore intensità e dedizione. Avrebbe potuto,  forse doveva ma la passione per la politica e l’amore  che provava per la sua terra,  glielo hanno fortemente  impedito. Non si è tirata indietro,  non ha usato  la sua personale sofferenza per  declinare l’invito  rivolto dal Presidente Silvio Berlusconi di scendere in campo per la conquista della regione Calabria. Poteva rinunciare, conservare  il suo  comodo  scranno  in parlamento, vivere in tranquillità anziché buttarsi nella mischia. La sua  indole  di lottatrice fino in fondo ha preso il sopravvento ed ha affrontato una battaglia che sapeva, sin dall’inizio della campagna elettorale,  essere difficile e stressante. Sapeva delle difficoltà a cui andava incontro. Lo sapeva  come donna e come  soggetto politico. Ma  era altrettanto  consapevole  che la sua elezione avrebbe comportato una rottura negli schemi consolidati del sistema Calabria.  Nella stessa misura però era  consapevole che l’eventuale vittoria ottenuta da una donna alla guida della regione più povera d’Italia, sarebbe stata  soprattutto  un trionfo dell’intera società, un simbolo per il riscatto di tutte le donne  calabresi  a non rassegnarsi di fronte agli ostacoli antichi e moderni della società calabra. Con l’affermazione ottenuta  alle elezioni regionali ha dimostrato che le battaglie vinte da una donna sono innanzitutto vittorie per l’intera società, di rispetto delle diversità e di pace.

Con l’elezione di Jole Santelli, primo Presidente donna della regione Calabria, si è rotto uno modello culturale prima ancora che politico, destinato a lasciare  un segno tangibile nei processi di riscatto di genere.

  Con Jole Santelli,  si è incoronato  il coraggio e la tenacia   delle donne  meridionali, chiamate a svolgere nel presente e nel  futuro, un ruolo di primo piano nella politica regionale, abitata fino a ieri solo da una parte.  Cultura e politica sono state le sue grandi passioni e non a caso, come primo gesto istituzionale consumato a sorpresa, è stato  quello di affidare  la guida  dell’assessorato alla cultura ad una  scienziata conosciuta e apprezzata in  tutte le latitudini, la  ricercatrice Sandra Savaglio.

Poi è arrivato anche l’annuncio della seconda scelta del capitano Ultimo all’assessorato all’ambiente, accogliendo così nelle file del governo regionale un secondo personaggio anche Lui  sconosciuto alla politica ma conosciuto dalla sana società, quella che desidera una Calabria libera dalle mafie e dal malaffare.

Da Presidente della regione Calabria ha dimostrato di essere all’altezza del compito, avviando e attuando iniziative  destinate a lasciare un segno profondo nell’istituto regionale, nella Sua e nostra Calabria al cui riscatto credeva fortemente e per il quale ha lottato fino all’estremo delle sue forze fisiche,  mai scoraggiandosi di fronte ai pericoli derivanti dalla pandemia, dal nemico insidioso e ingannevole. Al Governo centrale chiedeva il rispetto delle diversità  regionali, consapevole delle fragilità  ma anche delle grandi opportunità racchiuse all’interno della sua Calabria.

Jole Santelli, con la sua tenacia, il suo coraggio e la sua indole amorevole, ha  dimostrato che esistono valori al di là degli egoismi personali,  per i quali vale la pena lottare ( Francesco Garofalo).