Il protagonista di questa intervista è un giovane professionista, che ha scelto di restare nella sua terra e investire qui energie e competenze. Originario di Marzi, il giovane professionista, Luca Perri, da nove anni vive a Piano Lago, dove unisce vita personale e percorso lavorativo. Laureato in Economia Aziendale, opera come Consulente Aziendale nei settori assicurativo, finanziario ed energetico, con qualifiche di Risk Analist e Risk Auditor. È iscritto all’Associazione Italiana Educatori Finanziari, ricopre il ruolo di Segretario Provinciale Cosenza della Federazione Italiana Risk Manager Aziendali e sta completando un Master all’UNICAL dedicato allo sviluppo delle aree montane e interne del Mezzogiorno.
Il suo impegno è rivolto ad accompagnare le imprese calabresi verso maggiore competitività e sostenibilità. In questa intervista affrontiamo temi cruciali per il futuro della Valle del Savuto: lo spopolamento, le opportunità per i giovani, il divario Nord-Sud, le sfide infrastrutturali e digitali. Centrale è il tema della fusione dei Comuni, che l’intervistato considera uno strumento decisivo per rafforzare servizi, attrarre investimenti e offrire prospettive concrete alle nuove generazioni. Con una visione lucida e costruttiva, invita a credere nel territorio e a costruire insieme una nuova stagione di crescita.

Intervista
Giovani e futuro del territorio
D. Nel Savuto i giovani sono sempre di meno e le nascite continuano a diminuire. Da consulente e da
giovane professionista, che prospettive vede per chi vuole costruire qui il proprio futuro?
Lo spopolamento e la bassa natalità sono dei fenomeni negativi che caratterizzano l’Italia in generale ma
principalmente il sud con le sue aree interne. Nella Valle del Savuto sono pochissimi i comuni che registrano
un saldo positivo ma nel complesso, il territorio, sta attraversando un lento e costante spopolamento, con
una significativa riduzione delle nascite e un crescente esodo giovanile. Tuttavia, credo che esistano ancora
margini concreti per costruire un futuro professionale e personale nel Savuto, a patto che si investa in
visione, rete e innovazione. Come giovane professionista, vedo un territorio ricco di potenzialità ancora
inespresse, che ha bisogno di nuove energie, progettualità e soprattutto di un ecosistema che favorisca il
ritorno e il radicamento dei talenti locali.
Restare o partire?
D. Perché un giovane dovrebbe decidere di restare nel Savuto invece di cercare fortuna altrove? C’è ancora
spazio per coltivare speranze e progetti concreti?
Come scrive Vito Teti nel suo libro “La restanza” al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare. Io ho
scelto di restare, nonostante negli anni mi si siano presentate diverse interessanti opportunità lavorative
nel resto d’Italia. Personalmente amo il territorio del Savuto per la sua posizione geografica, per le
particolari risorse naturali e ambientali e per il suo clima tipicamente mediterraneo. Da quasi tutti i paesi
che fanno parte della Valle del Savuto si può raggiungere il Mar Tirreno o la Sila in pochi chilometri e godere
delle straordinarie bellezze che caratterizzano questi luoghi. Si possono facilmente reperire e coltivare beni
alimentari bio e a km 0 di ottima qualità, come ortaggi, frutta e verdura. La morfologia del territorio,
inoltre, offre prodotti periodici spontanei come funghi e spezie, ma va sottolineata l’importanza del settore
vinicolo, dell’industria olearia, come quello della trasformazione agroalimentare, della artigianalità dei
salumi, della filiera castanicola, quella dei fichi o dell’arte bianca, ovvero la lavorazione del pane e di
prodotti da forno. Molti di questi beni sono conosciuti anche in vari paesi del mondo, avendo ottenuto dei
riconoscimenti e delle certificazioni di carattere nazionale e internazionale. Queste sono alcune
caratteristiche che contraddistinguono la Valle del Savuto e penso che abbiano un peso specifico rilevante
sulla bilancia della scelta del restare o partire, giacché il benessere e la qualità della vita è determinata
anche da questi fattori. Ovviamente a tutto ciò si può aggiungere la possibilità di restare vicino ai propri cari
e prendersene amorevolmente cura.
Restare nel Savuto oggi può essere una scelta strategica. Il territorio offre un contesto umano ricco, un
patrimonio ambientale e culturale autentico, e ampi spazi per la sperimentazione di nuovi modelli di
sviluppo. Penso al fiume Savuto, cuore idrografico dell’intera Valle, come volano di sviluppo ecoturistico nel
quale implementare forme di turismo esperienziale come la pesca sportiva, il trekking fluviale o il rafting.
Un giovane può decidere di restare se viene messo nelle condizioni di costruire qui un percorso sostenibile:
questo significa accesso al credito, a reti professionali, a servizi digitali, ma anche fiducia e ascolto da parte
delle istituzioni. Le speranze ci sono, ma devono tradursi in progetti concreti, accompagnati da politiche
coraggiose.
Nord e Sud a confronto
D. Un giovane che vive nel Savuto ha certamente più difficoltà ad affermare le proprie idee rispetto a un
coetaneo del Nord. Quali strumenti o strategie potrebbero ridurre questo divario?
Il divario tra Nord e Sud esiste, e si manifesta soprattutto nella fragilità delle infrastrutture, nella
farraginosa burocrazia e nella carenza di opportunità. Per colmare questa distanza, occorre una strategia
multilivello: da un lato servono investimenti mirati su infrastrutture materiali e digitali; dall’altro, bisogna
creare ecosistemi territoriali basati sulla collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. Occorrono
incubatori di impresa, acceleratori locali, bandi su misura e percorsi di formazione orientati
all’autoimprenditorialità. L’accesso alle opportunità deve diventare equo, non solo teoricamente garantito.
Leve dello sviluppo
D. Infrastrutture, tecnologie innovative, cultura, formazione: secondo lei quali sono le leve prioritarie per
rendere il Savuto un territorio competitivo e attraente per i giovani e per le imprese?
Da anni stiamo assistendo ad un inesorabile declino dei servizi essenziali nelle aree interne, questo sta
avvenendo anche nel Savuto, purtroppo. Partendo dalla sanità, l’ospedale di Rogliano oggi risulta chiuso
per lavori strutturali, l’auspicio è che tali lavori vengano portati a termine nel minor tempo possibile e che il
presidio ospedaliero riprenda le sue funzioni.
Sulle infrastrutture risulterà fondamentale terminare i lavori di ammodernamento e potenziamento della
linea ferroviaria Cosenza-Catanzaro, la quale per molti chilometri attraversa la Valle del Savuto; collegare
con la mobilità sostenibile l’area commerciale ed industriale di Piano Lago e i centri storici del Savuto con
Cosenza, Rende o Catanzaro, riducendo anche i tempi di percorrenza, porterà senza dubbio dei benefici
tangibili al territorio. Altra importantissima infrastruttura sarà la nuova tratta autostradale Cosenza-Altilia,
significativa per superare le criticità dell’attuale tratto autostradale perennemente afflitto da lavori di
manutenzione. Pertanto, sembra che almeno una parte del Savuto sia attenzionato da importanti lavori
infrastrutturali. A questi progetti aggiungerei investimenti sulle reti idriche in modo da non mandare in
affanno l’agricoltura locale e garantire l’acqua in casa e nelle imprese anche in piena estate. Ulteriori risorse
economiche potrebbero essere impiegate per la creazione di un impianto sportivo polivalente adatto ad
ospitare diverse discipline sportive e magari eventi sportivi, musicali e teatrali. Questi investimenti
rappresentano sicuramente una leva prioritaria per rendere il territorio competitivo e attraente.
Altra leva fondamentale, è l’innovazione tecnologica, la quale permette la nascita di nuove economie e
l’integrazione dei servizi. Risulta essenziale investire anche in formazione, con un orientamento specifico
allo sviluppo di nuove competenze richieste dai mercati emergenti e transizione ecologica e digitale, così da
consentire il naturale ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. L’identità culturale, invece, a mio avviso,
deve essere intesa non come nostalgia del passato ma come leva di innovazione e attrattività. Un territorio
cresce se crea valore, e crea valore se investe nei suoi talenti e nella propria unicità.
Fusione dei Comuni
D. Lei ha espresso più volte fiducia nella fusione dei Comuni come strumento di crescita. Conserva questa
fiducia? In che modo una governance unitaria potrebbe incidere sulle prospettive delle nuove
generazioni?
Confermo la mia fiducia nella fusione tra comuni e credo che per i paesi con poche migliaia di abitanti, o
addirittura poche centinaia, sia una scelta obbligata per invertire il declino demografico ed economico e la
perdita di servizi essenziali. I benefici che derivano dalla fusione dei comuni sono molteplici: la
razionalizzazione amministrativa, l’uniformità e la qualità dei servizi, la pianificazione strategica integrata di
tutta l’area interessata, i risparmi economico-finanziari e la maggiore capacità di spesa, gli incentivi statali e
regionali, il rilancio territoriale dell’intera comunità e una maggiore inclusione sociale, il miglioramento
della rete stradale locale investendo in mobilità e sostenibilità anche attraverso piste ciclopedonali.
Una forte governance unitaria consentirebbe di superare la frammentazione amministrativa, ottimizzare le
risorse, attrarre investimenti e rafforzare la rappresentanza istituzionale. Ma soprattutto, offrirebbe ai
giovani un contesto più stabile e competitivo in cui progettare il proprio futuro. È una sfida che va
affrontata con serietà e visione, una sfida culturale prima che politica. Tuttavia, in mancanza di una spinta
dal basso, non è da escludere un intervento normativo, regionale o statale, che possa imporre la fusione tra
comuni contermini.
Sindaci, amministratori e futuri governanti
D.Cosa chiederebbe e proporrebbe ai futuri governanti della Regione Calabria per sostenere i giovani e il
comprensorio del Savuto? Secondo lei perché è così difficile promuovere le fusioni quando si è in carica,
mentre diventa più facile sostenerle dopo? È davvero una questione di potere contrapposto all’interesse
della comunità?
Ai futuri governanti della Regione Calabria chiederei una visione a lungo termine per le aree interne, che
non si limiti alla logica dell’emergenza ma punti a ridare i principali servizi sanitari alla comunità della Valle
del Savuto e costruire infrastrutture materiali e immateriali durature. Serve un piano straordinario per il
ripopolamento, una nuova politica del lavoro che favorisca l’attrazione dei giovani e la promozione delle
fusioni come processo di modernizzazione. Spesso, chi è in carica teme che le fusioni possano ridurre il
proprio potere decisionale; dopo, a distanza, è più facile riconoscerne i benefici. Un abile e valente
amministratore dovrebbe agire nell’interesse della collettività, dovrebbe puntare ad essere riconosciuto
dalla comunità per risultati, esperienza e competenze così da uscire anche da quelle logiche basate su
rapporti che non favoriscono criteri di scelta più trasparenti ed imparziali.
Lavoro e nuove tecnologie
D. Internet, smart working e servizi digitali possono aiutare i giovani professionisti a lavorare dal Savuto
senza doversi spostare altrove? O siamo ancora troppo indietro in termini di infrastrutture digitali?
Le tecnologie digitali rappresentano un’opportunità concreta per lavorare da territori come il Savuto, ma ad
oggi scontiamo ancora un gap infrastrutturale evidente, soprattutto nei comuni più interni. Tuttavia, dove
c’è connessione stabile e servizi adeguati, è già possibile fare impresa, lavorare da remoto, offrire
consulenze o gestire attività online. È necessario un piano regionale per garantire una copertura digitale
uniforme e servizi digitali avanzati per cittadini e imprese.
Economia e imprese
D. Dal suo punto di vista tecnico e professionale, quali sono oggi le richieste più urgenti degli operatori
economici del comprensorio? E quali risposte dovrebbe dare la politica per sostenere davvero lo sviluppo
locale?
Gli operatori economici del territorio oggi chiedono prima di tutto stabilità normativa, incentivi mirati e
accesso agevolato al credito. Le piccole imprese hanno bisogno di strumenti per innovare, di sostegni al
welfare aziendale, di reti di supporto e di percorsi di semplificazione amministrativa. La politica dovrebbe
rispondere con una regia strategica, che metta a sistema le risorse europee, i fondi PNRR, i GAL e gli
strumenti regionali, evitando frammentazioni e sovrapposizioni. Lo sviluppo locale richiede coerenza,
continuità e ascolto. Una nuova Val Savuto è possibile! (FG)