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Animali, tra amore e indifferenza

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Dal Giorno del Cane alla Giornata contro lo specismo: due ricorrenze consecutive che mettono in luce il paradosso del nostro rapporto con le altre specie.

Il 26 agosto si è celebrata in tutto il mondo la Giornata del Cane, istituita nel 2004 dall’attivista statunitense Colleen Paige per onorare l’animale da sempre considerato amico e compagno fedele dell’uomo. L’iniziativa, nata per promuovere l’adozione dei cani nei rifugi e per ricordarne il ruolo insostituibile accanto alle persone, è ormai riconosciuta e diffusa in numerosi Paesi. Oggi, 27 agosto, si celebra invece la Giornata Mondiale per la Fine dello Specismo, istituita nel 2015 dall’associazione svizzera Pour l’Égalité Animale (PEA). La ricorrenza denuncia ogni forma di discriminazione basata sulla specie, una concezione che considera alcuni animali “degni di tutela e affetto” e altri invece “inferiori”, dunque sacrificabili per fini alimentari, scientifici o di intrattenimento. Il termine specismo fu coniato negli anni ’70 dallo psicologo inglese Richard D. Ryder, che lo paragonò al razzismo: entrambi si fondano sul privilegio di una categoria a scapito di un’altra. Secondo la prospettiva antispecista, tutti gli esseri viventi che abitano il pianeta hanno pari diritto a esistere e a non subire sofferenze inflitte dall’uomo. La vicinanza tra le due giornate non è priva di significato. Da un lato, celebriamo il cane come animale affettivo, compagno di vita e spesso parte integrante della famiglia. Dall’altro, siamo chiamati a riflettere sul destino di miliardi di altri animali – mucche, maiali, polli, pesci – che, pur essendo creature dotate di sensibilità e capacità cognitive, vengono trattati come risorse da sfruttare. Il paradosso è evidente: cani e gatti vengono coccolati e protetti, mentre altre specie subiscono ogni anno la violenza degli allevamenti intensivi e dei mattatoi. Proprio questa contraddizione è la dimostrazione pratica di come lo specismo continui a plasmare i comportamenti e le scelte alimentari dell’uomo.

Al di là delle posizioni personali, il tema resta intrigante e di forte attualità. Le due giornate consecutive, dedicate rispettivamente all’amico a quattro zampe e alla lotta contro ogni discriminazione animale, aprono una finestra di riflessione sulla relazione, non sempre lineare, che l’umanità intrattiene con le altre specie viventi.