Dibattito acceso sull’impianto fotovoltaico a Vallegiannò: Ciro Oddo rilancia il tema della fusione dei comuni e chiede coinvolgimento delle comunità.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni del dott. Ciro Oddo, che interviene su un tema particolarmente sentito dalla popolazione e di forte attualità per il nostro comprensorio: quello della transizione energetica e della necessaria partecipazione delle comunità locali alle scelte che ne determinano l’attuazione. Lo spunto parte dalla preoccupazione per la possibile realizzazione di un impianto fotovoltaico in località Vallegiannò, nel comune di Santo Stefano di Rogliano, ma si allarga a una visione più ampia che coinvolge l’intero territorio del Savuto. Ringraziamo il dott. Oddo per il suo contributo disinteressato e gratuito, che si inserisce nel solco di una lunga tradizione familiare di impegno civile e giornalistico. Basti ricordare la figura del padre, Salvatore Oddo, noto cronista di rilievo nazionale, che già negli anni Settanta lanciò l’idea innovativa di RO.STE.MA. – acronimo di Rogliano, Santo Stefano, Marzi e Mangone – come forma embrionale di quella fusione dei comuni che oggi torna ad imporsi con sempre maggiore urgenza come risposta razionale alle sfide amministrative, economiche e sociali del territorio. Le parole del dott. Oddo richiamano il valore della memoria, della responsabilità condivisa e della trasparenza, in un momento in cui le scelte sul futuro del comprensorio richiedono visione, ascolto e dialogo. Nel rispetto del principio del contraddittorio, la nostra testata resta naturalmente disponibile a pubblicare eventuali precisazioni, chiarimenti o contributi da parte dell’amministrazione comunale di Santo Stefano di Rogliano e dei suoi rappresentanti istituzionali.
Segue il testo integrale delle riflessioni firmate dal dott. Ciro Oddo
Preocupazione a Piano Lago per un impianto fotovoltaico su un terreno agricolo di pregio. Il comitato “Comune
in Comune” preannuncia una mobilitazione di massa. Altri insediamenti in passato vennero bloccati. Il
silenzio dell’amministrazione comunale. Cosa si aspetta per il comune unico della Cosenza-sud?
Vallegiannò, piccola frazione di Santo Stefano di Rogliano, con 535 abitanti di cui 272 maschi e 263
femmine, sta facendo parlare di sè. Le 180 famiglie che vi risiedono, infatti, sono preoccupate per l’allarme appena lanciato dal movimento civico “Comune in Comune” circa un impianto fotovoltaico che dovrebbe sorgere proprio a Vallegiannò. L’allarme è giustificato dal fatto che, secondo quanto trapelato, dovrebbe trattarsi di impianto di grosse dimensioni da realizzare in una vasta area agricola di pregio dove attualmente vengono prodotti alimenti di alta qualità. Preoccupazione crescente il progetto ha destato anche nei cittadini delle frazioni confinanti e dei comuni circostanti dove nessuno sa nulla. Il comitato “Comune in Comune” ha messo in evidenza il silenzio dell’amministrazione comunale di Santo Stefano di
Rogliano, competente per territorio, che finora “non ha fornito alcuna informazione né coinvolto la
comunità locale” anche se – sottolinea ancora il comitato – “l’amministrazione ha sempre dichiarato di ispirarsi a principi di partecipazione e trasparenza, ma troppo spesso non li ha onorati”. Certo, di fronte a problematica tanto delicata e coinvolgente un territorio che abbraccia più frazioni e più comuni, almeno il cointeressamento di questi ultimi sarebbe indispensabile oltre che dovuto. Possibile che la sindaca di Santo Stefano, la dr.ssa Lucia Nicoletti, che conosciamo come una amministratrice giovane sempre pronta a fare dichiarazioni in merito alla sua azione politica, ora taccia. “Perché un impianto di grosse dimensioni proprio a Vallegiannò?” si chiedono gli abitanti della Valle del Savuto ancora increduli di fronte al silenzio del sindaco. E gli altri sindaci ne sanno qualcosa? A Mangone, a Figline, a Cellara le amministrazioni come vedono la vicenda? Terreno agricolo sottratto alle braccia. Abbiamo più volte sostenuto che il territorio di Piano Lago, pur frazionato fra vari comuni, deve essere visto come un unicum e, per questo fine, dovrebbe
disporre di un Parco industriale con servizi ed infrastrutture comuni specie per insediamenti di questo tipo. Ciò riporta, senza volerlo, al discorso ed all’esigenza del comune unico di Cosenza -sud divenuto ormai, anche alla luce di questi eventi, una necessità non più rinviabile. Al comune di Santo Stefano certamente sanno che un impianto fotovoltaico è problematica complessa che riguarda il territorio tutto e non la sola area del suo insediamento. Ci permettiamo da questo giornale di suggerire alla sindaca di Santo Stefano –
pur essendo più che certi che ella non abbia bisogno dei nostri suggerimenti – di convocare una conferenza dei sindaci del comprensorio, magari aperta al pubblico, per dire come stanno effettivamente le cose e per rendere partecipi necessariamente gli altri amministratori interessati. Tutto questo, lo ribadiamo, con il comune unico avverrebbe da se, in automatismo, e le popolazioni sarebbero tutte doverosamente coinvolte senza rischi di fraintendimenti e senza carenze nelle informative. Decisioni condivise di civiltà e
non scelte imposte dall’alto: questa a parere dei comitati civici e dei residenti la strada da seguire al fine di pervenire a soluzioni accettabili e, soprattutto, realizzabili senza danno per alcuno. Strada che venne
seguita nello stesso territorio agli inizi degli anni Duemila quando per la costruzione di un impianto di
depurazione a Piano Lago il comune di Santo Stefano, sindaco il prof. Francesco Garofalo, con fermezza, decisione ed il sostegno della comunità intera bloccò quel progetto facendo realizzare poi l’impianto in area più idonea lontana dal centro abitato. L’episodio del Duemila è stato ricordato dal comitato perché spesso “fare memoria è fondamentale per evitare errori che potrebbero compromettere il presente ed il futuro della comunità” aggiungendo che non si tratta di “paragonare situazioni diverse ma imparare da quelle esperienze per non ripetere scelte sbagliate”. Il comitato “Comune in Comune”, dichiarandosi in linea generale favorevole alle energie rinnovabili, ha concluso il suo messaggio con un impegno irrinunciabile adottenere “trasparenza, partecipazione e rispetto per il territorio ed i cittadini” che sembra finora siano mancati.
Ciro Oddo

