Il 2 agosto, a Monteprato di Nimis, in provincia di Udine, si rinnova un appuntamento curioso e colorato: la Festa degli Uomini. Uomini, donne e semplici curiosi – raggiungono il piccolo borgo friulano per partecipare a una celebrazione che mescola goliardia, tradizione e spirito di comunità. Prima di tutto, è bene chiarirlo: non si tratta di una ricorrenza ufficiale, né riconosciuta a livello nazionale o internazionale. È una tradizione locale, nata negli anni ’70, che nulla ha a che vedere con l’8 marzo dedicato ai diritti e all’emancipazione delle donne. Qui il tono è leggero, ironico, e punta a celebrare la mascolinità in maniera scherzosa e mai offensiva. Il momento centrale della festa è il rito propiziatorio per un anno di fertilità: i partecipanti ricevono una benedizione e, come vuole la consuetudine, toccano una grande statua in legno che raffigura, in modo simbolico, l’organo riproduttivo maschile. Non mancano sfilate, momenti di allegria collettiva, in un’atmosfera che ricorda una forma di carnevale estivo.
Le origini di questa ricorrenza sono avvolte da racconti e leggende. Secondo la versione più nota, risalirebbe all’epoca napoleonica: le aderenti divise dei soldati francesi avrebbero ispirato l’espressione les deux à gauche (“i due a sinistra”), trasformata poi in deux de août (“due di agosto”) e infine, in dialetto friulano, do de agosto. Un’altra versione, più gastronomica e scherzosa, la collega a banchetti a base di “palle di toro”, come nella festa di Prunetto, nelle Langhe. Monteprato, però, ha fatto della sua festa un piccolo simbolo di identità e di autoironia: per un giorno si ride, si brinda e si augura prosperità… rigorosamente “toccando legno”.
Nota della redazione: L’articolo descrive una tradizione popolare di carattere folkloristico. I riferimenti agli elementi simbolici della festa sono riportati unicamente a fini informativi e goliardici, senza alcuna intenzione di offendere sensibilità personali, religiose o di genere.
