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Giornata mondiale contro l’AIDS.“A causa del Covid diagnosticati il 24% in meno di casi”

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Tra i danni  provocati dall’attuale pandemia, si inserisce quello determinato dal rallentamento  alla  lotta contro l’Hiv. Malgrado il drastico calo delle diagnosi nel 2020, sono state riscontrate 104.765 nuove infezioni da HIV in 46 dei 53 paesi della regione europea

Contrastare la diffusione del nuovo  virus che infligge tuttora sofferenze di ogni tipo e miete ancora vittime in tutto il pianeta,  ha frenato certamente  la lotta all’Hiv,  a causa della quale, solo nel 2020 un bambino è deceduto  ogni cinque minuti . L’attenzione delle istituzioni e della stessa opinione pubblica   è stata e continua ad essere rivolta verso la lotta contro l’attuale fase pandemica,  trascurando   quella relativa  all’ADs.

La Giornata mondiale contro l’AIDS è  dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV. Per comprendere il dramma sociale  provocato dall’ADS è sufficiente osservare ed esaminare i dati che forniscono gli studi e le ricerche effettuate sul campo.

Dal 1981 l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. Per quanto in tempi recenti l’accesso alle terapie e ai farmaci antiretrovirali sia migliorato in molte regioni del mondo, l’epidemia di AIDS ha mietuto circa 3,1 milioni di vittime nel corso del 2005 (le stime si situano tra 2,9 e 3,3 milioni), oltre la metà delle quali (570.000) erano bambini. Ma chi sarebbero i soggetti a pagare il prezzo più alto  di questa realtà che si è venuta a determinare in seguito alla Pandemia? 

A pagare il prezzo più alto potrebbero essere stati i bambini. Il rapporto dell’Unicef “Hiv and Aids Global Snapshot” rivela che  si è verificata un’interruzione significativa nei servizi. In particolare, nel 2020 almeno 310.000 bambini sono stati contagiati dal virus dell’Hiv e altri 120.000 sono morti per cause legate all’Aids (circa l’88% delle morti di bambini legate all’Aids sono avvenute nell’Africa sub-sahariana).

Secondo il rapporto, i test Hiv per i neonati nei paesi ad alta prevalenza del virus sono diminuiti tra il 50% e il 70%, mentre i nuovi trattamenti iniziati nei bambini al di sotto dei 14 anni sono scesi tra il 25% e il 50%. Oggi si stima che nel mondo oltre 38 milioni di persone di cui 1,8 milioni di under 15 convivano con l’Hiv, ma sono 35 milioni le vittime in 40 anni di cui oltre 45mila in Italia.

Questi dati dimostrano che  anche il numero delle nuove diagnosi è diminuito nel tempo passando dal picco del 1998 con 2,8 milioni di nuove infezioni a 1,7 milioni nel 2019. Inoltre alla fine di dicembre 2020 erano 27,5 milioni le persone con Hiv che avevano accesso alle terapie antiretrovirali, rispetto ai 7,8 milioni del 2010. Progressi ora sembrano messi a rischio dalla pandemia.

Questi dati dimostrano che anche per l’ADS non dovrebbe essere abbassata la guardia e l’attività di ricerca per  meglio contrastare la diffusione del Virus  e porre fine all’ADS.