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Mercoledì 16 novembre 2002 “Giornata Internazionale per la tolleranza”. La ricorrenza vuole ricordare qual è veramente l’antidoto all’odio.

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Oggi, martedì  16 novembre 2021, si celebra : la Giornata internazionale per la tolleranza, proclamata dalle Nazioni Unite per ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo. L’Onu invita a promuovere il benessere umano, la libertà e il progresso, la tolleranza, il rispetto, il dialogo e la cooperazione tra le diverse culture, civiltà e popoli. 

Gandhi, simbolo di rispetto, tolleranza e fratellanza

Dal punto di vista sociologico la Tolleranza si manifesta in chi, teoricamente e praticamente, mostra rispetto e indulgenza nei confronti di coloro che pensano e agiscono credendo in diversi principi relativi alla religione, alla politica, all’etica, alla scienza, all’arte e alla letteratura.   E’  una parola dal significato profondo, l’antidoto contro qualsiasi manifestazione di violenza.   E’ n uno dei pilastri fondamentali dei Diritti Universali. Senza di essa, i diritti cadrebbero nel vuoto.   La ricorrenza odierna vuole ricordare  qual è  veramente l’antidoto all’odio. 

In occasione dell’anniversario, il 16 novembre 1995, gli Stati membri dell’UNESCO hanno adottato una Dichiarazione dei Principi sulla Tolleranza.  In essa, peraltro, si  afferma che la tolleranza è il “rispetto, accettazione e apprezzamento della ricca diversità delle culture del nostro mondo, delle nostre forme di espressione e dei modi di essere umani”. Nella Dichiarazione viene qualificata la tolleranza non solo come dovere morale, ma anche come esigenza politica e giuridica per individui, gruppi e Stati.

«In un mondo di diversità, la tolleranza è un prerequisito per la pace»: queste le parole che l’Unesco ha condiviso sui propri canali social per ricordare la giornata del 16 novembre.    Una data simbolo  quella di oggi  in quanto  ricorda a tutti che «Ogni giorno dobbiamo costruire nuovi ponti di tolleranza, fiducia e comprensione» ricorda l’Unesco.

Le Nazioni Unite propongono cinque ambiti principali per contrastare l’intolleranza:

  1. Leggi: i governi sono responsabili dell’applicazione delle leggi sui diritti umani, della punizione della discriminazione e della garanzia della parità di accesso alla risoluzione delle controversie.

  2. Educazione: le leggi sono necessarie, ma purtroppo non sufficienti. Occorre porre maggiore enfasi sull’educazione, soprattutto dei bambini. Varie organizzazioni, come la Commissione Europea o il Consiglio d’Europa, incoraggiano l’introduzione di programmi educativi nelle scuole europee sulla diversità religiosa, con lo scopo di contribuire all’inclusione sociale dalle aule.

  3. Accesso alle informazioni: uno dei modi più efficaci è promuovere la libertà e il pluralismo di stampa, al fine di consentire al pubblico di distinguere tra fatti veri e opinioni.

  4. Consapevolezza individuale:l’intolleranza genera intolleranza. Per combatterla, gli individui dovrebbero prendere coscienza del legame tra il loro comportamento e il circolo vizioso della sfiducia e della violenzanella società.

  5. Soluzioni locali: le soluzioni all’intolleranza non devono soltanto venire da fuori. Non dobbiamo aspettare che governi e istituzioni internazionali agiscano da soli, dobbiamo cominciare a promuovere attitudini tolleranti dalla propria famiglia .